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occupiamoci (del)le case

IL DIRITTO ALLA CASA È IN COCCI...E NOI CI PRE-OCCUPIAMO

sottotetto | 24 Luglio, 2007 13:28

 

 

Oggi trova la soluzione al proprio problema abitativo la famiglia di Sandra, che un mese fa aveva reso pubblica alla città la sua situazione di disagio .
La famiglia di Sandra, composta da lei e i suoi due figli di uno e due anni, ha scongiurato il pericolo di finire in mezzo ad una strada a partire da domani- data in cui diventa esecutivo lo sfratto :la soluzione però non è arrivata da nessun organo istituzionale , ma dal basso .
A maggio infatti Sandra aveva deciso di rivolgersi allo sportello dei diritti del Collettivo Sottotetto; così, dopo la denuncia pubblica della situazione , l'amministrazione comunale, nelle persone specifiche di Carla Colzi e Gina Pedroni, non ha dato nessuna risposta,optando per un atteggiamento di
totale indifferenza. Sandra e il Collettivo, perciò, hanno deciso di aprire ed abitare una casa di proprietà pubblica, lasciata sfitta in attesa di operazioni speculative, come centinaia di altre nella nostra città.
E' la sesta dall'inizio del lavoro di sportello del collettivo, ma questa volta ci aspettava una brutta sorpresa, ennesima dimostrazione dell'arroganza con cui l'amministrazione tratta i problemi della gente comune, tagliata fuori dalle logiche di mercato :

Per evitare che le persone senza casa possano continuare a riappropriarsi di ciò che loro hanno abbandonato e svenduto, hanno avuto la brillante idea di andare a devastare gli interni delle case pubbliche rimaste vuote, rompendo a martellate gli impianti sanitari .

Oggi, dopo un anno di inchiesta sul territorio ,le domande che vorremmo porre ai responsabili della nostra città- nonché di questo gesto spregevole- sono sempre di più. Ma vista la comprovata reticenza dell'interlocutore a fornire risposte, ci limiteremo a questi tre quesiti:

1- Quando l'assessore Carla Colzi dichiarò ai giornali di tenere vuote le case pubbliche di Via Compagnoni così da poter far fronte ad eventuali emergenze, pensava forse che sarebbero bastate le mura esterne ( e che l'interno si poteva perciò radere al suolo) o stava piuttosto cercando un paravento per non ammettere la propria collusione con le operazioni speculative tanto care alla nostra città?

2- Quando si prenderà pubblicamente atto dell'emergenza abitativa, già lampante da anni, e si comincerà a lavorare per farvi fronte?

3- Quando smetterà, questa Amministrazione, la retorica sulla sicurezza delle cosiddette “donne sole” per poi ignorare la loro prima necessità concreta, cioè una casa in cui vivere?

Per evitare malintesi, questa volta abbiamo deciso di consegnare personalmente i quesiti; e stavolta li accompagniamo coi cocci dei sanitari rotti a martellate per ostacolare la riappropriazione sociale delle case di Via Compagnoni .
E in tal senso ci prendiamo un impegno  :
ogni volta che l'episodio si dovesse ripetere, torneremo a riconsegnare ai legittimi proprietari il frutto del loro lavoro.

Chi rompe paga...e i cocci sono suoi.

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