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occupiamoci (del)le case

IL BENE COMUNE è IN VENDITA!

sottotetto | 12 Febbraio, 2008 17:53

LUNEDì 11 FEBBRAIO SOTTO IL PALAZZO DEL COMUNE
BANCHETTO DEL COLLETTIVO SOTTOTETTO
ESPOSTI I BENI COMUNI IN VENDITA 
 
 
 

I diritti che tradizionalmente sono stati proprietà comune vengono espropriati attraverso la privatizzazione. La privatizzazione dell’acqua impone che la si paghi a chi se ne è appropriato, e ora ne è proprietario o gestore, mentre tutti dovrebbero avere accesso a questo bene comune. Quando i settori pubblici, come la scuola o la sanità, si vedono sottratti i finanziamenti pubblici, sempre più persone devono rivolgersi al settore privato. E anche in questo caso qualcuno accumula grazie a questa privatizzazione. La proprietà privata della terra, la cui privatizzazione ha una lunga storia, da sempre ostacola la risposta universale ai più elementari bisogni di alloggio e di spazio sociale e pubblico. Ma blocca anche qualsiasi tentativo di salvaguardare e di proteggere l’interesse collettivo, in modo efficace e definitivo, dalla voracità insaziabile dei grandi proprietari e delle imprese immobiliari. Anche l’inquinamento dell’aria e dell’acqua si configura come una privatizzazione, perché ci viene sottratta aria ed acqua di qualità da chi usa e deteriora questo patrimonio comune per il proprio vantaggio economico; basti pensare alle industrie che inquinano per risparmiare sui depuratori o per non spendere su innovazioni che permettano produzioni davvero pulite.

Noi diciamo che sono beni comuni (in forma di risposte ai bisogni e in forma di qualità del vivere), ma c’è chi li vede e li tratta come risorse da sfruttare e come merci. E questo ci impone di affrontare anche le ragioni economiche della loro sottrazione E ci impone anche di affrontare chi e quali imprese, , sono gli attori, i promotori di questi investimenti e gli accaparratori di profitti e rendite. E il ruolo della pubbliche amministrazioni in questo gioco. In questi anni abbiamo visto nascere e crescere lotte per l’accesso alla casa e ai servizi pubblici, contro gli sfratti e gli sgomberi, per spazi sociali e collettivi, contro le innumerevoli speculazioni immobiliari volte a costruire a spese di tutti per il vantaggio di pochi, contro gli inceneritori, i rigassificatori, contro l’inquinamento dell’aria, dell’acqua, della terra, contro l’elettrosmog, per la salvaguardia della nostra salute e della qualità dell’ambiente in cui viviamo e di cui facciamo parte, per la qualità del servizio e per i diritti dei lavoratori del trasporto pubblico locale, per la proprietà comune e la gestione pubblica di tutti i servizi: gas, elettricità, acqua, trasporto pubblico…ma anche dell’intero territorio..

C’è più che un filo che lega la questione del diritto alla città e all’accesso alla terra (casa, servizi sociali, spazi pubblici e di comunicazione, spazi sociali e culturali) e le questioni degli elementi e dei processi naturali (acqua, suolo, aria, flora e fauna, ambiente, loro qualità e lotta agli inquinamenti, compresa la questione dei rifiuti e delle nocività), dei servizi a rete privatizzati o in via di privatizzazione (acqua, energia, trasporto pubblico, rifiuti..). C’è la nostra vita a legarli e una domanda che li vede come premesse minime tutte necessarie e irrinunciabili.

 
 
 
 
 

  Ascolta l’intervento di Silvio del collettivo sottotetto
[ audio 01 ]

  Ascolta l’intervento di Rossana del Coordinamento Muoversi Meglio.
[ audio 02 ]
 
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